AEK-MILAN 1-0: UN'ALTRA DISFATTA MA CON CONSOLAZIONE
E' diventata davvero una sofferenza per il cuore dei tifosi milanisti guardare le partite nell'ultimo mese. Non c'è palcoscenico che tenga: in casa o fuori casa, in campionato o in champions il risultato è sempre lo stesso. Sofferti pareggi e una serie di sconfitte che non sono certamente numeri a cui ci ha abituato il Milan.
E' vero non si può continuamente essere vincenti ma quando ci si è abituati è difficile riuscire ad accettare che vada diversamente, è difficile non arrabbiarsi. E' la stessa cosa che avere il privilegio di gustare per anni piatti da gourmet e poi doversi improvvisamente accontentare di una minestrina insipida. La si mangia ma in modo riluttante e ricordando con rimpianto i succulenti manicaretti assaporati in passato.
Metafora gastronomica a parte il morale di molti tifosi credo sia questo.
E per me si aggiunge anche un po di pena nel vederli giocare come ieri sera: corrono, si affannano, lottano su tanti palloni, con buona volontà ma la palla non entra. E dopo tanto affanno e tentativi falliti l'avversario li beffa immeritatamente, con un'unico episodio.
Ma si vince facendo goal. E' la legge del calcio...
Quindi l'AEK ha il diritto di festeggiare la vittoria di ieri sera in casa e considerare come positiva la propria prestazione.
A renderla facile gli dà una mano il Milan che nel primo tempo spreca due ghiotte occasioni sotto porta con Inzaghi (ed il calcio si sa sugli errori non perdona) e poi prende un goal davvero incredibile su una punizione dove Dida inspiegabilmente si butta nella direzione opposta alla traiettoria della palla.
Da questo momento, per la precisione il 32' del pt, è un soffrire per i nostri poveri cuori. Il diavolo parte all'arrembaggio dell'area avversaria ma senza risultato. Inzaghi ci vuole credere ma nulla può quando al 53' ancora una volta vede la palla infrangersi contro il palo. Vano qualsiasi tentativo. Pian piano la lucidità viene a mancare e lascia spazio alla frenesia, all'ansia di riuscire a riacciuffare il pareggio. Che appare sempre più lontano. Mancava "la ciliegina" per concludere la serata ma siamo presto accontentati: su una parata- questa volta provvidenziale - Dida si infortuna e prima della fine è costretto a dare fortait.
Partita che si chiude sull'1 a 0 ma che almeno in virtù del pareggio tra Lille e Anderlecht ci vede matematicamente qualificati agli ottavi e primi nel girone.
Ma al momento cosa ci resta? Una squadra "menomata" senza Nesta, Serginho, Cafu, Simic (infortunatosi poco prima della partita), Favalli, Kaladze che sabato con i 90 min. faticosi di ieri nelle gambe affronterà il Messina a San Siro. E chissà cosa ci aspetta!!
Ma cerchiamo di pensare positivo: adesso con la qualificazione agli ottavi e il primo posto nel girone matematicamente conquistati abbiamo tempo un po' di mesi per ripresentarci in condizioni migliori in Europa e giocarci la stagione in Champions League.
FORZA E CORAGGIO!!!
E' vero non si può continuamente essere vincenti ma quando ci si è abituati è difficile riuscire ad accettare che vada diversamente, è difficile non arrabbiarsi. E' la stessa cosa che avere il privilegio di gustare per anni piatti da gourmet e poi doversi improvvisamente accontentare di una minestrina insipida. La si mangia ma in modo riluttante e ricordando con rimpianto i succulenti manicaretti assaporati in passato.
Metafora gastronomica a parte il morale di molti tifosi credo sia questo.
E per me si aggiunge anche un po di pena nel vederli giocare come ieri sera: corrono, si affannano, lottano su tanti palloni, con buona volontà ma la palla non entra. E dopo tanto affanno e tentativi falliti l'avversario li beffa immeritatamente, con un'unico episodio.
Ma si vince facendo goal. E' la legge del calcio...
Quindi l'AEK ha il diritto di festeggiare la vittoria di ieri sera in casa e considerare come positiva la propria prestazione.
A renderla facile gli dà una mano il Milan che nel primo tempo spreca due ghiotte occasioni sotto porta con Inzaghi (ed il calcio si sa sugli errori non perdona) e poi prende un goal davvero incredibile su una punizione dove Dida inspiegabilmente si butta nella direzione opposta alla traiettoria della palla.
Da questo momento, per la precisione il 32' del pt, è un soffrire per i nostri poveri cuori. Il diavolo parte all'arrembaggio dell'area avversaria ma senza risultato. Inzaghi ci vuole credere ma nulla può quando al 53' ancora una volta vede la palla infrangersi contro il palo. Vano qualsiasi tentativo. Pian piano la lucidità viene a mancare e lascia spazio alla frenesia, all'ansia di riuscire a riacciuffare il pareggio. Che appare sempre più lontano. Mancava "la ciliegina" per concludere la serata ma siamo presto accontentati: su una parata- questa volta provvidenziale - Dida si infortuna e prima della fine è costretto a dare fortait.
Partita che si chiude sull'1 a 0 ma che almeno in virtù del pareggio tra Lille e Anderlecht ci vede matematicamente qualificati agli ottavi e primi nel girone.
Ma al momento cosa ci resta? Una squadra "menomata" senza Nesta, Serginho, Cafu, Simic (infortunatosi poco prima della partita), Favalli, Kaladze che sabato con i 90 min. faticosi di ieri nelle gambe affronterà il Messina a San Siro. E chissà cosa ci aspetta!!
Ma cerchiamo di pensare positivo: adesso con la qualificazione agli ottavi e il primo posto nel girone matematicamente conquistati abbiamo tempo un po' di mesi per ripresentarci in condizioni migliori in Europa e giocarci la stagione in Champions League.
FORZA E CORAGGIO!!!


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